Il mio primo ricordo vivido è una strada scavata in una montagna di neve e io, intenta nella ricerca della terra, dell’erba e dell’orizzonte che si perdeva nel bianco.
Ho sempre creduto e immaginato che tutto abbia avuto inizio lì, nel giardino dei miei genitori, nelle campagne.

La mia ricerca è focalizzata sulla relazione tra l’intervento umano e i sistemi naturali, attraverso procedure volontarie e involontarie che agiscono nel tempo; azioni compiute da umani, animali o risultato di un processo naturale. Il mio lavoro è una continua contrattazione con la materia vibrante e vitale, con un costante tentativo di superare la gerarchia della tassonomia. Credo che la vita sia tutta un’interazione tra atomi nell’Universo quindi ogni sostanza è viva, elementi potenzialmente viventi in via di espressione. Attraverso la mia pratica ho sviluppato una meditazione sui fenomeni vitali che coinvolgono periodi di tempo ed esplorare il processo della vita. Interventi quasi intangibili, frutto di una serie di esperimenti, dove atto di creazione e atto di natura trovano equilibrio. L’opera scaturisce dalla materia grezza, spesso fragile, che è sostanza viva e ne mostra gli aspetti attraverso relazioni e reazioni, per creare nuove possibilità antropologiche e organiche.